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sabato, 11 luglio 2009

Franco non ce la fa

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa finisce , piccolo mio. Per un giorno di Luglio diverso da tutti gli altri. Gli altri, sono solo estate. Avevi l'aria del gaucho ancora prima dell'Argentina. E niente ti teneva. Cosa vale la pena dire. Tutto schifavi. Per schifare meglio hai detto: va bene, vado a Vigna del Mar, ad allevare cavalli dalla zia. Vedrete se non schifo anche quello, che ci vuole. Mica perchè ho gli occhi azzurri nascosti in faccia, e i baffi da uomo triste, mica non posso schifare.

Se viene il babbo , allora andiamo fino in Patagonia. Con il cavallo e tutto. E quelli sono stati i giorni migliori. Come nella canzone di Lou Reed. Poi di nuovo. Senza scampo.L'altra madre ti chiamava. E rubare, e cadere, e fratturarsi tutte l'ossa e il fegato, e tanta roba nelle vene. Perchè il tempo si fermasse solo per te. 

Siamo lo stesso beffardo sorriso. E negli occhi, sempre meno case, fino alla fine del mondo. Guardami tu ora, questi giorni fermi e muti, se non meritano d'esser detti e men che meno capiti. Apposta stonare solo perchè si sente troppo la melodia? Non tutto è canto, per fortuna. C'è anche il metronomo starato della realtà. L'inciampo. La caccia cattiva del branco. Gli altri, si annusano, e annusano la paura. Ci dobbiamo difendere e proteggere.

Che presunzione. franco 3 cile vigna del marMi sforzo di dirti queste poche parole amare e faticose, perchè ci sei. E mi rompi l'anima

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

conosci le mie sere dure e ossessive. E capisci tutto quello che manca, e che non dico. Domani ti scrivo meglio adesso devo finire di rubare. Mi fa ridere il tuo portachiavi. Tuo  padre era felice, ma non capiva.

 Per questo. E per altro. E per me.

 

 


postato da: barneys alle ore 01:10 | link | commenti
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giovedì, 09 luglio 2009

esciti dal tam tam della vita quotidiana, esciti.

postato da: barneys alle ore 19:43 | link | commenti (1)
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mercoledì, 08 luglio 2009

io mi sono innamorato

soloquestoso.

Mi fa ridere il resto.

Ho fatto i bagagli.

Avevo fatto la mia prova.

Del nove.

E' andata male cazzo.

Ma dovevo sapere.

Cosa era più importante.

E saperlo non a chiacchiere.

Cazzo.

 


postato da: barneys alle ore 21:19 | link | commenti (8)
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la Ruta 40, asfaltata solo per certi tratti, è la strada più famosa dell'Argentina e attraversa tutto il paese daNord a Sud.nei pressi di Salta la RN 40 costeggia le pendici delle Ande, mentre nel tratto di circa 200 km da Cachi a Salinas Grandes si inerpica fino a superare i 4 mila metri di altitudine.

Vedi tu sagittario anzi saggittario se visitando l'altopiano della Puna riesci a prolungarti come lui oltre l'Argentina, fino al Cile e alla Bolivia.Fino a dove puoi arrivare se tieni legata al guinzaglio la bestia. La follia .

Non ridere , cazzo, tieni le labbra chiuse e alza solo da un lato, ecco, così, bravo.

Se arrivi al villaggio andino di Purmamarca, potrai ammirare la Montagna dei Sette Colori.

E pensa che solo la lana di un lama ha ben 16 sfumature  naturali che regalano altrettante lane.Tutto, da un solo animale.

Buon cammino e disegnati un santino da solo. 


postato da: barneys alle ore 09:57 | link | commenti (3)
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martedì, 07 luglio 2009

abrasa

Ma non si può tacere.

Sono sessantanni che sono tornato. E' tutto uno sgorgare di mani in testa che frugano tenere i pelucchi bianchi misteriosi del giardino, di fucilate d'occhi da un lato all'altro della piscina ( per una moka sulla tovaglia), o occhiate a bruciapelo da zero millimetri. Un arsenale senza porto d'armi in fondo ai tuoi occhi. Tutte con matricola abrasa. Fino alla schiusa delle labbra di millimetrica precisa inesorabile bellezza. Ne ho staccato un pezzetto con gli incisivi, ma è magicamente ritornato da te. Ha fatto come l'elastico, che schiocca sulla pelle e frusta. Il rumore di un morsobacio traditore. Seguito da fucilata cannemozze d'occhi in pieno viso mio da felino che s'allena a trattar la preda.

Tutto ,ritorna da te. Il pensiero mio, il labbro se te lo tiro, il colore della pelle dopo un pizzico, la parola sorridente dopo una tempesta neanche annunciata, il cane, io.

Ho tutta una parte del mio cervello raggrumata sul quadrato smussato della tua clavicola appena bronzea di sole, (sole da canottiera e guida d'auto sempre all'erta come te). Ogni tanto, se riesco a scompigliarti per un tempo enorme, diciamo uno, due secondi, i ciuffi  più chiari dei capelli si posano sul quel lembo di pelle tesa e scatenata , lo stesso colore sfavilla agli occhi del desiderio. E non si può fare niente. Se non tremare e ingoiare. La bava amara di chi è di fronte al miracoloso segno del bello.

Sei forza senza sforzo. Non so come fai a stiracchiarti in quel modo.A mutarmi la notte in giorno solo a ripetere mille volte una movenza tua, imparata di fresco.A ghermire un biscotto con la delicatezza d'un ragno tessitore e frullarlo nell'aria fino al morso appena in punta umida di labbra.

E ridere,biancosmalto sbricioloso e sbriciolante.


postato da: barneys alle ore 13:24 | link | commenti (3)
categorie: m-e
mercoledì, 01 luglio 2009

Quanti balzi

può fare un sasso sull'acqua?

tre ,sei ,nove?

Sono solo per gli occhi, credimi.

Invece.

Infine.

Solo per il cuore,

danza muto nella discesa

sobbalza, quando tocca il fondo

riposa e giace in gran segreto

la voluttà dell'ombra adora quieto.

Non so dove hai lanciato il mio

non importa

non cambia nulla.

Se era bosco o mare.

Più ci si sforza nella crudeltà

più comunque ci si conosce;

sono misteri che non rivelerei  a nessuno mai

le cose che so di te

per i modi e per il sapore che hai

per quanto mi è cara la voce , la mano e la carne

il silenzio,il sonno, il passo

l'oscuro moto delle pupille.

Renderei pazzia e invidia

al misero pubblico a cui costringe la vita.

(Non si capisce mica il gusto del miele.

Non si spiega, si dice : assaggia.)

 

  


postato da: barneys alle ore 19:52 | link | commenti (2)
categorie: m-e
sabato, 27 giugno 2009

considerazioni attuali e inattuali

Abbiamo solo una mezz'oretta di sole e la vogliamo sprecare così?  Eh?

Un certo numero di esseri  amano per sentito dire. Non diminuiscono i più noiosi tra i noiosi, quelli che non intendono le offese. Aumentano quelli che vogliono nominare le cose, battezzare il mondo, al fonte della loro stupidità laureata da estivi premi letterari.

Oh, ma tu sei un uomo fortunato

- in che senso?

-Nel senso che non  capisci un cazzo

- In che senso?

- Appunto

E. come sempre. meglio i punti senza maiuscole delle virgole. perchè bisogna sublimare. ma io.ripensandoci. non voglio sublimare perchè mi riesce. facile. io voglio sub-liminare.ed altre irraccontabili operazioni.

mi ha sempre dato più il mio broncio tenero e fragile del sorriso dolce da prima comunione. e poi, verità d'assenzio,  riposa nelle parole brechtiane : oh, noi che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza , noi, non si potè esser gentili.

Odio le criptomnesie. 


postato da: barneys alle ore 16:01 | link | commenti (2)
categorie: stolide entropìe
giovedì, 25 giugno 2009

più fastidiosi della malattia, sono i medici.nel mio caso la sottoclasse maschi.bianchi.ultraquarantenni.centromeridionali.

 

 se si accorgono solo per un attimo , che SAI qualcosa circa il tuo problema,(ho detto qualcosa sulle possibilità che ha in media uno stupido filo di Kirchner di provocare un'infezione).sei davvero fottuto.

come se qualcuno gli levasse il quinto dello stipendio o la pausa caffè di merda in stanzini biancopiastrellati dove l'odore del caffè è solo un lontano ricordo, o le sempre più rare fantasie sulle genuflessioni sub scrivania delle sempre meno procaci infermiere.

ti vomitano addosso una cattiveria e un'ignoranza arrogante da deputato forzista in dibattito pre elettorale che farebbe l'orgoglio di Vito Elio, napoletano,classe 1961.

mentre parla penso che è difficile arrivare ad una bassezza del genere da soli, penso che ci sono volute generazioni , atmosfere familiari, pranzi,regali ad hoc, premi post laurea, vacanze e cattive letture e frequentazioni accondiscendenti,e chissà cos'altro per fare di lui quello che è ora, qui, davanti a me.

penso alla genetica ma sono confuso.

e mentre mi fa disegni degni di un primate su carta intestata prospettandomi una fantomatica operazione mi viene in mente quella scena di Nikita in cui Anne Parillaud inchioda la mano del poliziotto sulla scrivania con una matita urlando : Il mio nome è gallinella!

penso , come estimatore mai ravveduto della cattiveria umana e di come essa riesca a raggiungere e superare traguardi così velocemente che non ha nemmeno il tempo di porseli, che essi, medici, diano il meglio di sè non nella cura ma nel fingerla adatta sapendo che è inadatta per poi trovare scuse, e rimedi, giustappena un attimo prima della catastrofe.

 questi camici bianchi, dall'epidermide o ,più bianca della divisa, o più abbronzata di Carlo Natale Marino Conti,che vivono nelle penombre rese perenni da persiane lignee bloccate a metà non per scelta ,di uffici ovattosi e alcolici,e tagliano malconvinti le corsie al centro della carreggiata nei loro dr Schools con l'aria evidente di chi, dati gli orari di lavoro, ha tra le gambe una penzolante tristezza che fa pendant con le oscillazioni del suo già più rigido stetoscopio personalizzato. sono vendicativi e di una frustrazione che ti aspetteresti solo dal terzo portiere fuori età di una squadretta di serie C1.  

 

 


postato da: barneys alle ore 17:54 | link | commenti (2)
categorie: oh

usa 2 spagna 0


postato da: barneys alle ore 15:53 | link | commenti
categorie: dfw
mercoledì, 24 giugno 2009

il dolore,persino la perdita di tono muscolare, e l'ipotetica calcificazione tendinea non m'impediscono ora, di sbattere le dita sulla tastiera. Dovrebbe valerne la pena direbbe lo stupido. Ma il bello è menarle le parole. Solo quello. Scazzottare il logos coglione . Non abbandonarsi e dirsi. Che tanto chi capisce , lo fa sempre e comunque, anche se scrivessi propter rem, anche se il ciclostile di dadaismi infiniti ,orgasmico, per un attimo mi rapisse, non aggiungerei nulla al nulla.

stasera. c'è solo da guardare il panorama del muro o del golfo di salerno con la stessa nefanda crudezza. senza sforzo alcuno. godersi una sigaretta mai fumata. allenare lo sguardo sul mondo. segregare la bellezza da fuori a dentro. disvelare sempre meno dell'amore, perchè resti tale. infondere aria e distacco nel corpo e nel corpus fino a snervarsi e svenire.non attendersi più.non aiutare se stessi mai. vedersi affogare con la sicurezza che è solo un passaggio.ancora un altro. percepire in sè la violenza.senza giudizio , senza diletto.senza fantasia. la pura sana affermazione delle proprie mani in faccia ad un uomo. 

molto ben nascoste, in fondo agli occhi, ho microscopiche verdi pagliuzze. 


postato da: barneys alle ore 19:55 | link | commenti (3)
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