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sabato, 08 novembre 2008

il confine della solitudine

burning plain 

postato da: barneys alle ore 21:24 | link | commenti (5)
categorie: 06112008
martedì, 04 novembre 2008

appunti dal sogno

La notte è morta. Non ho scritto che un milione di pagine. E cancellate tutte. Vedevo il silenzio di un insetto , la sua bava di seta nella notte senza luna, e il caldo di Novembre che mi fa sorridere dal bisogno. Cosa sono, oggi , le tue mani, se io non le tengo? Cosa può mai essere nella mente un desiderio se non la saliva che di continuo ingoio per te? Non si può spiegare , uno dovrebbe spiegare come è immenso ogni attimo e come non me ne freghi nulla di immaginare altro. E poi non mi interessano quei pensieri che dicono sì a  tutto e tutti. Io vedo la vita solo nel particolare, la bellezza, si può sopportare solo nel particolare. Poi questa luce , me la faccio bastare, per il tempo di una tazza di caffè arabo , in un a tazza dai disegni moreschi.E poi sognai delle litografie di Julien, e la parola , à trois  crayon, e carte da parati con arabeschi. E labbra che parlavano solo per me, che mi dicevano cose solo per me, e mi levavano tutto il brutto dalla testa ; al risveglio, ero pulito, steso, lindo e allegro come il lenzuolo della prima notte d'amore, steso ad asciugare nel vento fresco.


postato da: barneys alle ore 07:02 | link | commenti
categorie: appunti
lunedì, 03 novembre 2008

ritratto

Peggio

avere una finestra che una porta?

meglio

una barca che un tuffo?

Ma

il quando fu il dove

se sotto l'ombra dell'acero ( a mezzogiorno)

feci un disegno con le unghie

ci piansi un poco

e un poco lo cancellai

alla fine

eri proprio tu.


postato da: barneys alle ore 21:13 | link | commenti
categorie: inebriarsi

fuga

Vedevo di tutto tra le mani della sera non facevo a meno di dirmelo , non negavo, anzi battevo il capo ad affermare. Che ero perso, e cosa, ero perso tra gente che si ritrovava? E non capisco. Non vedo. Sull’erba si posa qualcosa. Sono le quattro d’estate. Le vie non hanno nome,le mie misere mani mancano, le mie molli mascelle, le mie mille maschere, le mie morte mucche ,le mie meste miopie mietono nel cervello i campi di grano , e ti levasti ,e ti spostasti ,la tenda dei tuoi capelli, per, per , per, fare, entrare, per far scaldare il viso mio, per  levare l’ombra scura dal volto mio, con , con , con ,il sole dei tuoi occhi, la luna dei tuoi occhi, i tuoi occhi a fine mese, i tuoi occhi il tre del mese, la luna piena dei tuoi occhi , rovista , da sempre nel mio cuore. Ho da quando ti ho, io ho, fretta di vivere, ho fretta di non perdere i minuti , ho solo pena che finisce il tempo comune, del suo inutile scorrere di ghiacciaio, del suo finito infinito gesto di spirale che mi fa da bozzolo che mi dice ninna nanna che mi voltola cane bastardo sotto la pioggia, e  ho da dietro la nuca la dolcezza che fa svenire il capo tra le braccia tue, dormire , il sonno della rugiada, il sonno del pomeriggio fresco sotto il manto dei capelli , sotto il labbro, sotto la chioma dell’albero. Ero io a essere perso a finire a dire la parola che non vale niente a ridirla quante volte, nove volte nove, sette volte sette, fino a dire che ero perso di nuovo non ero mai arrivato a bussare alla tua porta non ero mai arrivato a sentire il rumore del tuo cancello, la suola della mia scarpa in casa tua. Ero perso ancora e ancora  nel sogno del trovare cose che erano tue, al risveglio, al piano di sopra della mente persa, nello scantinato della memoria involontaria , nelle ruminate parole di pascoli osceni di voglie di vita non vissuta , come sarebbe la mia vita, come come come , se davvero ci fossi stato, se davvero avessi detto la parola che inizia , che sfinisce la cattiveria degli altri , che mi mette al riparo , che mi dici , vieni, vieni sulle mie ginocchia dammi la testa e vieni a casa. Senti come batte piano il sangue nelle giunture, e come finisce presto l’incanto del pomeriggio .Senti assieme a me come manca una foresta in questa casa e come invece ci sono io. Come potevo piangere invece io , come dirtelo che se non ti legavo a me per sempre, non ero libero di uscire di casa mai. Le migliori ore della vita , passate a pensarti , a ritrovarti in un angolo che hai il capo chino, che sei fresca di qualcosa, che vivi senza dire nulla. Nulla io.


postato da: barneys alle ore 20:59 | link | commenti
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è festa!

(Tremila volte tre)

E' festa

è casa

arrivano i canti di festa dalla valle

fino a qui

qualcuno

accenderà un fuoco

e si danzerà

anche chi non danza mai

è festa,

in un giro di birra si dimenticano le cose brutte

si riscoprono le antiche premure

e raccontare e ascoltare e abbracciare

 si piange e si ride e poi

le coppie

felici

berranno da un solo calice

e poi lo romperanno

e

avranno una sola voce

un solo sguardo ,un solo bacio

nel letto, sui prati, contro i muri

un solo abbraccio

finalmente

la stessa notte

lo stesso giorno

li unisce

e dice la canzone

non si lasceranno

mai più


postato da: barneys alle ore 14:45 | link | commenti (2)
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sabato, 01 novembre 2008

Reietto, brucio.

La polizia mi ha fatto esalare l'ultimo respiro e non  ci ha trovato niente. Neanche io ci trovo nulla.A Smirne ho un amico che vende pelli.Suona uno strumento strano che ha un'azione ipnotica sul nervo simpatico.Dico a tutti che dormo ma no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no no.Confesso. Se di notte un pensiero cattivo mi dirompe in testa come una volpe nel pollaio.Allora invento le scene d'amore le parole che dallo stomaco vanno sulle labbra, vedo gli amanti felici dal sorriso di ambra e miele, vedo le mani bianche trasognate trascorrere lente verso la meta erogena oasi e miraggio del desiderio irripetibile del corpo solo sognato, le sue estasi che riducono la vita a un'ossessione.

Poi un libro da bruciare, due , tre, sei, dieci. Poi da leggere. (Lady) Macbeth,la prima strega, : I'ldrain him dry as hay, Sleep shall neither night or day, Hang upon his penthouse lid, He shall live a man forbid; Weary seven nights, nine times nine....

Islam Punk di notte porta a Venezia Istanbul porta alle labbra mie dal sapore di sangue. Ora , ORA, nessuno capisce il mio amore.Allora è ancora più vero. Se tutti mi dicono pazzo pazzo pazzo e chi mi ha generato disdegna la mia presenza e gli amici rifuggono dalla mia porta, allora brucio bene, come legno secco d'ulivo nella brace dei giorni sconvolti.

Solo io so come brucio bene.A salmodiare le parole più belle che tengo solo per me.


postato da: barneys alle ore 11:39 | link | commenti
categorie: brucio
mercoledì, 29 ottobre 2008

The thing I am

Arriva Novembre , ricomincio a lavorare.Durerò quanto basta.Mai tregua, mai fermo.Che bello.La vita in carne e ossa, convincere le persone, imparare le lingue, costruire un sito web, coltivare un giardino,rompere un muro , costruire un muro,raccogliere le noci, allevare un maiale,tradurre Shakespeare di nuovo, ripristinare un hard disk, catalogare i libri per provenienza geografica,impastare una pizza, infornare una pizza nel forno a legna.Dormire poco e stare bene lo stesso.Avere la tosse solo a un certo orario.Guidare veloce senza avere fretta.Prendere il caffè alle sei con gli operai e scaricare il carico di olive a due sacchi a volta.Progettare una serra.Immaginarci delle rose rosse.Milioni di tipi di piante.La luce d'inverno.Riassemblare la  culla per la nuova arrivata.

La stanchezza mi rende forte.


postato da: barneys alle ore 11:15 | link | commenti (1)
categorie: no tag
martedì, 28 ottobre 2008

Di cosa

legàmiDi cosa muoiono

se durano niente sui tuoi occhi

i sogni ricordati già sfumati

nella sillaba che sola avevi sulle labbra

No

di sete di fame di freddo?

Resta di comporne i miseri resti in versi?

O disperati starnazzare di dolore

conclamare tre volte il nome

senza che risponda

che venga un segno

che si levi a terra un ultimo sguardo

chino sulle ginocchia

che furono la mia casa.

Di cosa muoio io stasera

                                                                                                         per stare dietro

                                                                                                         a me

                                                                                                         a me

                                                                                                         e nessun'altro.


postato da: barneys alle ore 18:20 | link | commenti (3)
categorie: cosa

a sera, la stessa cosa.

 

Tautò tèni zon kài
tethnekós kai egregoròs
kai kathèudon kai nèon kai
gheraiòn tade gàr
metapésonta ekéina ésti
kakèina pàlin táuta.

(Eraclito , frammenti, 88)


postato da: barneys alle ore 18:02 | link | commenti (1)
categorie: sera

oggi

Se mi guardo le mani vedo due chele pelose.Ricordo le stesse mani a mio nonno, mentre zappava il terreno, d'estate, con il fazzoletto cinto in testa come un pirata e la maglietta di lana.Non diceva una parola e ogni tanto mi tirava un verme, un ragno, e tutti gli animali pelosi e strani che si trovano a scavare il terreno in estate.Io ridevo felice e un poco mi perdevo nel movimento soffice e letale della lama lucente della zappa sotto il sole.Ci ripenso e lo rivivo oggi ,mentre mi faccio strada con la messora, tra i rovi e gli arbusti cresciuti a dismisura in questo che io mi ostino a chiamare giardino ma che in realtà è una intera collina di cui non conosco ancora del tutto i confini e la flora . A tratti rivedo il cielo che è a brandelli, sfilacciato, mutevole e serio come la mia faccia se la guardassi ora allo specchio.Pulsante come le vene che vedo schizzarmi sugli avambracci.Striato come i rivoli di sudore che mi sento giù lungo la schiena, fredda per il vento che cambia, cattivo ma fresco, ad alzare il terreno e le foglie secche ovunque.La terra aspetta la tempesta,  dal mare si muovono le colonne di pioggia a rigarne la superficie di piombo e cristallo.

Per lunghi attimi non penso a nulla.Mi perdo nei tratti di cielo a sprazzi, rubato alle chiome degli alberi, come le cimase della poesia di Montale.Oppure è il ronzìo di  un ape e il profumo del miele. Poi, la vegetazione mi sovrasta come troppo spesso i pensieri cattivi  e le parole brutte come ingiurie che non riesco a levarmi di testa.

L'ultima volta che mi azzardai tra queste terre ero con un cane.L'oscurità mi sorprese perchè volli raggiungere la selva dei noccioli, un'immensa distesa di alberi che non so perchè ma mi rilassa e invoglia al sonno , sdraiato sul soffice manto delle foglie e dei rami secchi.Fece buio all'improvviso.Come accade anche in testa o negli occhi ultimamente. E solo grazie al cane riuscii a tornare a casa.Forse, aveva più voglia lui di me.

Ecco.Se guardo fuori di me sto bene.Proprio dentro non si può.Non è il caso.


postato da: barneys alle ore 15:10 | link | commenti (3)
categorie: oggi